Metallica, tutti pazzi per le cover

Lars Ulrich il 30 luglio ha chiamato il programma radiofonico su SiriusXM, Trunk Nation With Eddie Trunk. Beh, ne è uscita un’intervista…

Il batterista ci racconta come mai le cover abbiano ricoperto un ruolo così rilevante nella storia dei Metallica.

A proposito di influenze!

E niente. Anche i Metallica vanno pazzi per le cover. Lo avevamo capito già dalla riedizione del 1988 di Kill ‘Em All, quando vi inserirono, come tracce bonus, Am I Evil? dei Diamond Head e Blitzkrieg dei Blitzkrieg.

Garage Inc. poi, doppio album del 1998, prodotto dal mitico Bob Rock, voleva costituire una sorta di tributo verso l’underground. Alla fine risultò il tribute album di maggior successo di sempre. Rapidissima carrellata su alcune delle band omaggiate (oltre ad altre ricordate nell’intervista da Lars Ulrich): Motörhead, Lynyrd SkynyrdBlack Sabbath, Misfits, Holocaust, Killing Joke, Budgie, Sweet Savage, Bob Seger. Ma anche i Queen e gli Anti-Nowhere League.

Whiskey in the Jar è una canzone tradizionale irlandese del ‘700. È piuttosto irriverente, visto che chi canta è un bandito tradito dalla sua compagna, Jenny/Ginny. Qui (e nella precedente versione dei Thin Lizzy), lei si chiama Molly. Questa reinterpretazione è fruttata ai Metallica  un Grammy Award nel 2000 per la miglior interpretazione hard rock.

Le cover rivestono una funzione essenziale per la riscoperta di band validissime, ma magari meno note di altre. Inoltre, servono ottimamente per la divulgazione delle grandi canzoni. Questa conoscenza musicale è importantissima, poichè si tratta delle fondamenta su cui edificare il nuovo, il proprio materiale originale. Riguardo a quest’ultimo, Lars ha rivelato che le loro song più rappresentative, quelle di cui la band è particolarmente orgogliosa, sono Master Of Puppets e One.

“Devi ricordare che i Metallica hanno iniziato, a tutti gli effetti, come cover band. Quindi, quando ci siamo riuniti, lì nella California del Sud, intorno a febbraio o marzo del ’82, c’erano due percorsi possibili, all’epoca. Uno era in pratica che facevi tipo una cover band, suonando le varie hit preferite dei bar. Dunque, uscivi là fuori e suonavi “Smoke On The Water” o “Aint Talkin’ Bout Love”, “Rock And Roll All Nite” oppure “Black Dog”, roba così. L’alternativa era che avresti suonato tutto  “originale” -all’epoca era chiamato in questo modo-, perciò ti suonavi solo i tuoi originali. Noi non eravamo particolarmente interessati a farci una serata stile Led Zeppelin, e non avevamo canzoni che fossero, per dire, originali, ma allo stesso tempo eravamo pieni di sperma, di piscio, d’aceto e pronti a partire per andar fuori e giocare, interagire, sudare e tutto il resto. Quindi, in pratica, abbiamo trovato un altro modo, che era una combinazione dei due precedenti, che eravamo noi altri.”

Decisero di proporre cover a iosa, a patto che fossero state tutte canzoni che praticamente nessuno conosceva, invece delle solite cose. Hanno suonato pezzi dei Diamond Head, dei Blitzkrieg, dei Savage: una serie di cover da urlo, mentre si esibivano in tutta la California del Sud. Oltre ad essere stato indubbiamente molto divertente, ciò è servito loro per rompere il guscio, per fare esperienza, per farsi conoscere.

Cover, perchè?

“Quindi abbiamo suonato quelle quattro o cinque canzoni dei Diamond Head, e tutte ‘ste altre cose, e in un certo senso ci hanno fatto uscire e suonare: e alla fine stavamo suonando ai concerti!!! E poi, in sala prove, stavamo scrivendo e lavorando sul nostro nuovo materiale e, ovviamente, gradualmente, il nostro materiale ha finito per sostituire le cover. Ma tutte quelle canzoni, che si tratti di “Am I Evil?” o di “Helpless”, “Let It Loose”, song come “Blitzkrieg” o qualsiasi altra cosa…Ecco, quelle musiche, ovviamente, sono rimaste una parte abbastanza estesa di ciò che siamo. Da fan della musica, parleremo sempre delle nostre influenze, delle nostre ispirazioni. E posso dirti, guardandoti negli occhi, che 40 anni dopo siamo ancora dei grandi fan della musica che ci circonda e di quella che ci ha fatto crescere, che ci ha plasmato. Musica che ci eccita ancora oggi, BEN 40 ANNI DOPO! Siamo ancora incredibilmente fan della musica, e direi pure fan del cinema, dell’arte e quant’altro.”

I Metallica certo gioiscono nel rendere omaggio a tutti i Mercyful Fate del pianeta, a gente tipo Nick Cave, a gruppi come i Discharge o i Blue Öyster Cult. Vale a dire, a tutte le band e gli artisti che hanno enormemente inciso nel dar forma a ciò che i Metallica sono adesso. Questi eseguono ancora molte cover, reinterpretando il materiale altrui, anche in versione acustica, proprio come è accaduto durante i passati concerti di beneficenza, patrocinati da Neil Young.

A parte il materiale fantastico, che abbonda, preme loro d’infiammare i fan con ciò che ha avuto un impatto significativo sui Metallica. Lars osserva allora che diffondere tra la gente le canzoni delle piccole band NWOBHM (New Wave Of British Heavy Metal) o altri gruppi che nessuno avrebbe mai ascoltato, è senz’altro una vittoria per tutti. Pur non avendo una sfera magica per prevedere il futuro, Ulrich si sente dunque di poter affermare che le cover saranno sempre molto importanti per i Metallica. Di sicuro, ascoltare una canzone che lo esalta e volerla subito suonare solitamente per lui è tutt’uno. Oh, yeah!

Domande

  1. Ci dobbiamo aspettare UN ALTRO Garage Inc.?
  2. Ci sono degli intoppi? I Metallica hanno forse trovato un osso duro, tra certe oscure band di NWOBHM, che si rifiuta di svendere la propria canzone?

Mah, mi diranno!

Jane Dark

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Fonte (“dimenticata” da altri siti/magazine): Blabbermouth.net